Bettin sul caso Alles: «Sarà gravissimo l’impatto in città»

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Bettin sul caso Alles: «Sarà gravissimo l’impatto in città»

Pubblicato il 30 giugno 2013Lascia un commento

La Nuova di Venezia, 30 giugno 2013, sezione CRONACA

MARGHERA. Le parole con cui Guerrino Cravin, amministratore delegato di Alles, ieri ha difeso il progetto di revamping della sede Alles di Marghera, non sono piaciute all’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin secondo il quale, nonostante le garanzie della società sul miglioramento tecnologico degli impianti, le conseguenze per Marghera saranno terribili. Secondo Bettin l’amministratore delegato di Alles minimizza l’impatto che avrebbe su Porto Marghera il revamping del suo impianto di trattamento dei rifiuti, autorizzato recentemente dalla Regione Veneto e contro il quale si sono da tempo pronunciati sia il Comune che la Provincia, autorizzazione oggetto di un ricorso al Tar presentato dall’amministrazione. Al di là dei progetti di miglioramento tecnologico degli impianti di Alles, dei quali non possiamo che prendere atto positivamente se essi comportano maggiore efficienza e tutela di chi lavora e un minore impatto ambientale, le ragioni inestirpabili di preoccupazione e di opposizione rimangono quelle più volte rimarcate: l’abnorme aumento dei codici, cioè del tipo di rifiuti trattabili, la loro provenienza non da “zone limitrofe” o “dalla regione”, come dice Alles, bensì dall’intero mercato globale dei rifiuti, come certifica l’autorizzazione, mentre la più grande preoccupazione strutturale suscitata dal provvedimento della giunta regionale è la modifica autoritaria del Piano regolatore di Margheraa». Secondo Bettin «Alles, incredibilmente, nega che modifica sia essere avvenuta ma essa è scritta nero su bianco negli atti della Regione, rappresenta anzi la sola possibilità di autorizzare Alles a ricevere i rifiuti di ogni provenienza e grazie ad essa Porto Marghera rischia di diventare, esattamente, la pattumiera dei rifiuti tossici e nocivi di tutta Italia se non d’Europa e oltre. Ne deriverebbero un duro impatto sull’ambiente e sulla salute, uno stravolgimento delle linee di evoluzione dell’area che comporterebbe un vantaggio occupazionale minimo a fronte di un allontanamento delle attività sostenibili ambientalmente e competitive e innovative sul piano tecnologico ed economico che si stanno cercando di attrarre grazie ai recenti accordi sulle bonifiche e sulla messa a disposizione di nuove importanti aree da reindustrializzare».
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