Verso l’ anno dell’ Europa. L’occasione che il PD e l’ Italia non possono perdere. Documento del PD Bruxelles – luglio 2013

 

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Verso l’anno dell’Europa.
L’occasione che il PD e l’Italia non possono perdere
Documento del PD Bruxelles – luglio 2013

 

Il 2014 sarà l’anno dell’Europa. Con le elezioni del Parlamento Europeo previste per maggio del prossimo anno e
la conseguente formazione della prima Commissione Europea dell’era post-Barroso, l’Unione aprirà i cantieri legislativi e progettuali che ci porteranno fino al 2019. Un anno denso di opportunità, ma anche di rischi, basti
pensare al crescente supporto di cui godono i partiti euroscettici del continente che potrebbe determinare la presenza di un significativo numero di rappresentanti anti-europei in Parlamento con le conseguenze che ciò avrebbe
sulle alleanze e la tenuta stessa delle istituzioni europee.
Ma il 2014 sarà anche l’anno dell’Italia in Europa. A partire da luglio del prossimo anno il nostro paese assumerà la Presidenza semestrale del Consiglio, il che le consentirà di svolgere un ruolo determinante nella programmazione delle attività e nella gestione dei fondi che proprio in quei mesi si andrà definendo. Sarà inoltre sotto la Presidenza italiana che saranno scelti i nuovi Commissari e soprattutto il nuovo Presidente della Commissione, per la
prima volta selezionato sulla base degli orientamenti emersi nel corso delle elezioni europee.
Il Partito Democratico dovrà sapere cogliere questo quadro di grandi opportunità politiche: tanto come partito al
governo dell’Italia, quanto come componente della famiglia dei partiti socialisti e progressisti europei, a cominciare dalla partecipazione alla scelta di un candidato unico per tutti i socialisti europei alla presidenza della
Commissione. E’ questo dunque il momento in cui dare piena realizzazione, sul profilo programmatico e nella militanza quotidiana, all’ obiettivo degli “Stati Uniti d’Europa” ed alla creazione di un’Europa federale.
Per lavorare coerentemente a questo obiettivo, occorrerà iniziare fin dal prossimo congresso del Partito Democratico. Il Congresso sarà una occasione unica per portare i contenuti europei al centro della riflessione e dei programmi futuri del PD. L’Europa, d’altronde, non può più essere considerata come materia di politica estera: occorre porre con forza alcune importanti e urgenti questioni europee al centro della politica quotidiana del Partito, dai
livelli di base fino ad ogni proposta politica sviluppata dai diversi dipartimenti tematici nazionali. In questa discussione sull’Europa sarà prioritario assumere una posizione chiara nei confronti della adesione al Partito Socialista
Europeo. Questa casa deve certamente essere riformata per diventare più accogliente e aperta verso esperienze innovative come quella del PD, ma non può che essere quello il contenitore entro cui sviluppare una
nuova idea di Europa politica e di progresso. Il PD, da parte sua, nel suo rapporto con le forze socialiste deve poter vantare con più coraggio alcuni tratti distintivi di originalità, primi fra tutti il tema della forma partito e delle primarie, nonché la chiara scelta di campo verso il federalismo europeo.
Le elezioni europee del maggio 2014 dovranno essere condotte, finalmente, liberando il campo da una discussione provinciale e legata alle sole dinamiche nazionali. In nome dell’Europa, semmai, dovranno essere
condotte ormai tutte le prossime campagne nazionali del Partito. E’ infatti proprio a partire dalla prospettiva di una
nuova fase politica ed economica per la UE, grazie alle proposte della famiglia progressista e socialista, che l’Italia
potrà uscire dalle ristrettezze e dal corto respiro che le politiche di austerity impongono.
In questo percorso di crescente europeizzazione del Partito Democratico e’ davanti a noi un’altra fondamentale
scadenza. Dopo le elezioni europee, nel secondo semestre 2014 il nostro Paese assumerà la guida della Presidenza UE. Sarà nostra responsabilità, anche grazie alle riflessioni che i nostri circoli e i nostri militanti terranno in
occasione del congresso nazionale e della preparazione delle elezioni europee, tenere vivo il cantiere del federalismo europeo ed avanzare alcune concrete proposte su cui sviluppare il rilancio dell’Europa politica: la ricerca,
Schengen, l’Eurozona, la creazione di un sistema di politica estera e difesa comune, nonché la prospettiva di una
nuova fase costituente e di grandi riforme istituzionali per l’UE.
Il Partito Democratico nasce, fin dall’inizio, come una forza ancorata all’Europa, intesa sia come richiamo ideale
che come scelta di campo per la creazione di un vero sistema federale. Occorre ora completare tale giusta intuizione e portare più Europa all’interno delle nostre strutture, della nostra cultura politica e della coscienza stessa
dei nostri militanti.
E’ necessario uno sforzo per far comprendere che le politiche definite a livello continentale determinano profondamente la vita delle persone e le scelte della politica nazionale. Se infatti il potere formale è ancora legato alle
capitali nazionali, quello sostanziale si muove a livello continentale. Si tratta però di un potere, quello della UE, ancora incompiuto se non si porta più partecipazione dei cittadini all’interno di tutta la costruzione comunitaria. In
questo percorso il PD Bruxelles si sta impegnando in questi mesi per un progetto di vera europeizzazione dal
basso, a partire da un rapporto sempre più stretto con alcune realtà territoriali italiane e con la presenza, già
da questa estate, ad alcune feste democratiche che accompagnino la costruzione di attività comuni in nome dell’Europa tra tutti gli iscritti e simpatizzanti.

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