Uso efficiente delle risorse — Imperativo per le imprese

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 “Verso un uso più efficiente delle risorse”

Uso efficiente delle risorse —  Imperativo per le imprese

La crescita dell’economia mondiale e l’aumento della popolazione del pianeta (9 miliardi di persone entro il 2050) sono chiari segnali del fatto che le risorse della terra vengono consumate rapidamente.Risorse quali acqua, suolo, aria pulita e servizi ecosistemici sono vitali per la nostra salute e qualità di vita, tuttavia sono disponibili solo in quantità limitate.
La sempre maggiore concorrenza per determinate risorse provocherà scarsità e aumento dei prezzi, con ripercussioni sull’intera economia europea.
È necessario un uso più efficiente delle risorse lungo il loro intero ciclo di vita, dall’estrazione, il trasporto e il consumo, fino allo smaltimento dei rifiuti.
È per questo che la Commissione sta spingendo verso un uso più efficiente delle risorse, laddove con tale espressione si intende produrre maggior valore grazie a un minor impiego dei materiali e a modalità di consumo diverse. In questo modo i rischi di scarsità delle risorse saranno limitati e gli impatti sull’ambiente verranno contenuti entro i limiti naturali del nostro pianeta.
Questa idea trasversale si applica a tutte le risorse naturali, dal cibo, il legname e la biodiversità all’energia, i metalli, il suolo, l’acqua, i minerali, l’atmosfera e le risorse naturali.
Contribuire ad un uso più efficiente delle risorse in Europa è la via più facile, sicura ed economica verso il raggiungimento di obiettivi politici in campo economico, sociale e ambientale

Il contesto politico: Europa 2020
L’uso più efficiente delle risorse è una componente essenziale di
Europa 2020, la strategia dell’Unione europea (UE) per favorire la crescita e l’occupazione nei prossimi dieci anni.

Tale strategia intende promuovere una crescita economica che sia intelligente (basata sulla conoscenza e l’innovazione), sostenibile (una crescita verde è più sostenibile nel lungo periodo) e inclusiva (un tasso elevato di occupazione crea una maggiore coesione sociale e territoriale).

I sette obiettivi faro previsti dalla strategia comprendono l’iniziativa di un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse, che crea un contesto a lungo termine per le azioni a sostegno dei programmi politici in vari settori: ambiente e cambiamenti climatici, energia, trasporti, industria, agricoltura, pesca e sviluppo regionale.

L’obiettivo è accrescere la sicurezza per gli investimenti e l’innovazione e creare opportunità di crescita sostenibile assicurando che tutte le politiche pertinenti
diventino fattori coerenti di un impiego efficiente delle risorse.

Quali sono i benefici?
Vi sono benefici da cogliere su numerosi fronti. Nuove opportunità commerciali porteranno a una maggiore crescita e alla creazione di posti di lavoro.

Settori quali l’edilizia, la gestione degli ecosistemi e delle risorse, la produzione di energia da fonti rinnovabili, le ecoindustrie e il riciclaggio presentano tutti un potenziale elevato per accrescere l’occupazione.

Aumenterà la stabilità economica, in quanto l’uso efficiente delle risorse rappresenta un modo per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e far fronte alla volatilità del mercato di risorse di importanza fondamentale.

Tali aspetti sono importanti per i consumatori europei e per i settori che dipendono dalla disponibilità di metalli delle terre rare, acqua dolce, stock ittici e risorse alimentari.

Un uso migliore delle risorse è un sostegno alla salute economica di settori essenziali, quali agricoltura, silvicoltura e pesca.

Le industrie dell’UE che utilizzano i prodotti di tali settori dipendono dalla disponibilità di risorse naturali, suolo, acqua e biodiversità, pertanto un loro impiego più efficiente sarà maggiormente premiato.

Adattare le pressioni esercitate sulle risorse ai cambiamenti globali contribuirà altresì a migliorare la competitività a lungo termine.

Il passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio contribuirà ad evitare cambiamenti climatici pericolosi e porterà numerosi altri benefici.

Tutto ciò è possibile grazie all’ulteriore sviluppo di tecnologie esistenti, quali le tecnologie legate all’ energia da fonti rinnovabili e agli autoveicoli elettrici, e all’investimento in infrastrutture a basse emissioni di carbonio.

Oltre a permettere una drastica riduzione delle importazioni di petrolio e gas, ciò contribuirebbe a ridurre in modo considerevole l’inquinamento atmosferico e a conseguire un risparmio significativo in termini di costi sanitari e misure per il controllo dell’inquinamento.

Vi sono inoltre implicazioni fiscali per l’amministrazione finanziaria. L’imposizione fiscale dell’impiego delle risorse piuttosto che della forza lavoro può favorire l’equilibrio delle finanze pubbliche senza ripercuotersi negativamente sulla competitività e dare al contempo un forte slancio all’ occupazione. È un modo per migliorare l’efficienza dei programmi di spesa.

Cosa si intende per impiego efficiente delle risorse e perché ne abbiamo bisogno?


Le risorse limitate del pianeta devono essere utilizzate in modo più sostenibile.

La nostra società dipende da fattori quali metalli, minerali, combustibili, acqua, legname, suolo fertile e aria pulita, che rappresentano tutti degli elementi essenziali per il funzionamento della nostra economia.

Tuttavia, stiamo consumando queste risorse limitate a un ritmo molto più veloce rispetto alla loro capacità di rigenerarsi e ci troveremo di fronte a una grave penuria di risorse se non modificheremo il nostro approccio.

L’Europa dipende dal resto del mondo per molte risorse, quali i combustibili e le materie prime che compongono i prodotti importati da paesi terzi.

La scarsità di risorse e la volatilità dei prezzi delle materie prime potrebbero essere causa di instabilità in molte regioni del mondo. Pertanto, farne un uso più efficiente è un imperativo per tutti.

Per trasformare l’Europa in un’economia basata su un uso efficiente delle risorse sono necessarie riforme di vasta portata, a causa dei tanti possibili intoppi da superare.

L’iniziativa faro «Un’Europa efficiente nell’ impiego nelle risorse», lanciata all’ inizio del 2011, offre un contesto generale d’azione proponendo al contempo, durante l’anno, una serie di tabelle di marcia di lungo termine per il clima, l’energia e i trasporti.

Una tabella di marcia complementare, la cui adozione è prevista nella metà del 2011, offre una visione dei cambiamenti strutturali e tecnologici necessari fino al 2050, con obiettivi da raggiungere entro il 2020 e suggerimenti per il loro conseguimento. La tabella di marcia cerca di individuare possibili incoerenze politiche e disfunzioni di mercato che è necessario risolvere.

Getta luce su argomenti trasversali, quali il comportamento dei consumatori e la necessità di maggiori investimenti nell’ innovazione, e analizza le risorse essenziali tenendo conto del loro ciclo di vita.

E allora, cosa sta facendo l’UE?

Il 2011 sarà l’anno di numerose iniziative a livello dell’UE volte a sensibilizzare sulla necessità di un utilizzo più efficiente di risorse già limitate. Sulla scia della comunicazione trasversale in materia di impiego efficiente delle risorse, è stata conseguita una serie di risultati, quali documenti sui cambiamenti climatici,

l’energia e la biodiversità che promuovono il passaggio ad un’economia basata su un uso efficiente delle risorse, nonché altri programmi in settori quali i trasporti, l’agricoltura, la pesca, le materie prime e la tassazione delle risorse energetiche;
citiamo di seguito alcuni esempi.

La tabella di marcia verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050, che analizza le possibili opzioni che consentiranno all’UE di diventare un’economia a basso impiego di carbonio, rendendo sicuro l’approvvigionamento energetico, promuovendo la crescita sostenibile e l’occupazione e garantendo al contempo che le misure proposte siano efficienti
dal punto di vista dei costi e non abbiano conseguenze negative in termini di distribuzione.

Sulla scia della tabella di marcia per un’economia a basso impiego di carbonio, nella seconda metà del 2011 la Commissione presenterà una tabella di marcia per l’energia per il 2050 incentrata sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell’ Unione europea in vista di una riduzione delle emissioni dell’UE compresa fra l’80 e il 95 % entro il 2050.

La tabella di marcia per l’energia presenterà alternative diverse per il conseguimento degli obiettivi prefissati, offrirà un riesame dell’attuale politica energetica dell’UE — sostenibilità, sicurezza dell’approvvigionamento energetico e competitività — e sarà incentrata sulle possibilità di migliorare la transizione verso un sistema a basso impiego di carbonio.

Una nuova strategia in materia di biodiversità dovrebbe garantire la tutela, la valorizzazione e l’opportuno ripristino della biodiversità dell’UE e dei servizi ecosistemici da essa prodotti entro il 2050. In questo modo si dovrebbe riuscire a tutelare il contributo essenziale che la biodiversità offre al benessere umano e alla prosperità economica e a prevenire i cambiamenti catastrofici causati dalla perdita di biodiversità.

Il quadro è completato dalla tabella di marcia verso un impiego efficiente delle risorse in Europa, che delinea un contesto coerente di politiche e azioni tese a favorire il passaggio a un’economia caratterizzata da un impiego efficiente delle risorse.

L’obiettivo è di aumentare la produttività delle risorse, scindere la crescita economica dall’ impiego delle risorse, accrescere la competitività e promuovere la sicurezza degli approvvigionamenti.

La Commissione ha altresì adottato una nuova strategia per garantire all’UE l’accesso alle materie prime. Le materie prime non energetiche sono importanti per tecnologie quali le autovetture elettriche e il fotovoltaico.

La nuova strategia intende migliorare l’accesso dell’Europa alle materie prime, cercando di garantirne l’approvvigionamento equo e sostenibile dai mercati internazionali, favorendo un’offerta sostenibile all’interno dell’UE e promuovendo la pratica del riciclaggio.

Le riforme in corso della politica agricola comune pongono l’attenzione sulla migliore gestione delle risorse biologiche a sostegno dell’agricoltura, nonché la promozione del ruolo delle aree rurali per la produzione di servizi pubblici.

La biodiversità trarrà altresì beneficio da ogni miglioramento generale dell’ambiente nel suo complesso.

Un libro bianco sul futuro dei trasporti prospetta piani fino al 2050 e fornisce indicazioni su come sia possibile realizzare un mercato interno per i trasporti,

l’innovazione e le infrastrutture moderne. Il documento definisce il contesto generale dei prossimi dieci anni nell’ ambito delle infrastrutture di trasporto, della legislazione per il mercato interno, della decarbonizzazione dei trasporti, della tecnologia di gestione del traffico e dei veicoli verdi, nonché del ricorso alla
standardizzazione, a strumenti di mercato e a incentivi.

Le altre azioni proposte comprendono il miglioramento dell’efficienza energetica nell’UE e misure tese ad accrescere la sostenibilità del settore edile. La riforma della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici apre la strada ad una maggiore efficacia nella scelta dei carburanti. I dettagli relativi alla proposta sono disponibili alle pagine web indicate nell’ ultima pagina, in basso.

Come si può fare?
Negli ultimi decenni, il cambiamento dei paradigmi nell’ impiego delle risorse ha dimostrato che è perfettamente possibile compiere progressi nell’ uso efficiente delle risorse.

Nel corso degli ultimi 20 anni il riciclaggio è divenuto una pratica consolidata per le imprese e le famiglie dell’UE, con importanti ripercussioni su settori quali la carta, il vetro e l’estrazione delle risorse. Anche le norme a livello dell’UE hanno imposto una riduzione delle emissioni di CO2: dal 1990, le emissioni di gas a effetto serra nell’ UE sono diminuite di oltre il 10%, mentre le economie europee sono cresciute di circa il 40% nello stesso periodo.

Esistono cinque regole auree per aumentare al massimo la crescita economica e attenuare al contempo la pressione sulle risorse:

• Risparmio: cogliere ogni possibile opportunità
esistente di risparmio delle risorse; nell’ UE alcune
economie sono 16 volte più efficienti di altre;

Riciclaggio: aumentare il riciclaggio dei materiali
e il riutilizzo degli elementi contenuti all’ interno dei
prodotti (un recente esempio è dato dai telefoni
cellulari);

Sostituzione: sostituire risorse primarie con
alternative in grado di coniugare maggiore efficienza
e minore impatto sull’ ambiente nel loro ciclo di vita
(ad esempio, attraverso l’eliminazione graduale del
mercurio);

• Riduzione: rendere le risposte alle esigenze delle
persone meno materiali attraverso nuovi modelli
commerciali o beni e servizi realizzati con minor
dispendio di risorse.

Fra gli esempi sono da annoverare il peso degli autoveicoli o la possibilità di scaricare musica e prodotti di intrattenimento in modo legale da Internet anziché acquistare un oggetto fisico come un DVD;

• Valorizzazione: i decisori politici devono individuare nuovi modi di considerare il giusto valore delle risorse naturali nell’ ambito delle proprie decisioni, che permettano una migliore gestione della base naturale delle nostre risorse. La pressione sull’ ambiente potrà essere allentata se impariamo a valorizzare, anche economicamente, i servizi ecosistemici e le risorse naturali.

I pericoli di un utilizzo eccessivo

Senza un’attenta gestione vi è il serio rischio che si verifichino cambiamenti irreversibili degli ecosistemi. Un esempio di tali cambiamenti è rappresentato dal declino irreversibile degli stock di merluzzo bianco al largo delle coste canadesi negli anni novanta. Lo sfruttamento degli stock demersali da parte dei pescherecci da traino per la pesca di fondo in alto mare ha causato un consistente aumento delle catture, subito seguito da un repentino calo. La mancanza di decisioni di governance efficaci e tempestive ha comportato la perdita della fonte di lavoro per decine di migliaia di persone, con costi umani enormi e lo sfacelo delle comunità locali, nonché a tutt’ oggi l’impossibilità di ripristino degli stock di merluzzobianco.

L’effetto rimbalzo
Sebbene molte iniziative legate ad un uso efficiente delle risorse si riferiscano alla produzione, vengono affrontate anche questioni relative al consumo.

Vi sono studi in corso sul cosiddetto «effetto rimbalzo», ovvero sull’ idea che l’introduzione di tecnologia e strumenti politici tesi a migliorare l’efficienza ambientale possano provocare l’effetto collaterale indesiderato di accrescere il consumo.

Ad esempio, la tecnologia della coibentazione domestica, applicata per aumentare l’efficienza termica di un’abitazione e diminuire le spese di riscaldamento, potrebbe indurre gli abitanti della casa a lasciare l’impianto di riscaldamento acceso più a lungo o a temperature maggiori, annullando così ogni beneficio conseguito in termini di efficienza. L’esistenza e l’importanza dell’effetto rimbalzo e i possibili modi per farvi fronte formano oggetto di accese discussioni, che evidenziano la necessità di maggiori informazioni in materia.

Per ulteriori informazioni:

Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse — Iniziativa faro nell’ambito della strategia
Europa 2020:http://ec.europa.eu/resource-efficient-europe/

Tabella di marcia per un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse:
http://ec.europa.eu/environment/resource_efficiency/

Strategia per la diversità biologica:
http://ec.europa.eu/environment/nature/index_en.htm

Tabella di marcia per il passaggio a un’iniziativa a basse emissioni di carbonio nel 2050:
http://ec.europa.eu/clima/documentation/roadmap/docs/com_2011_112_it.pdf

Iniziativa materie prime:
http://ec.europa.eu/enterprise/policies/raw-materials/index_it.htm

Iniziative sull’uso dell’energia, compresa la tabella di marcia verso il 2050:
http://ec.europa.eu/energy/index_en.htm



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