Epifani, “La mia proposta è per il congresso entro novembre”

“La mia proposta è per il congresso entro novembre”

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di Guglielmo Epifani,  pubblicato il 26 luglio 2013
Guglielmo Epifani  epifani07
“In contemporanea con i lavori della nostra direzione, si stanno svolgendo i funerali di Laura Prati. voglio ricordare l’impegno, la grande determinazione. Ancora una volta traiamo esempio da un comportamento ineccepibile per ritrovare ragioni alte e nobili di chi fa politica al servizio del cittadino, in un momento nel quale anche verso la politica troppi e indistinti sono i segnali di malessere. un comportamento con il suo nobilita la politica. Vorrei che noi non la scordassimo e che restasse tra i grandi eroi civili che la nostra storia ha dentro di sé”
E’ l’esordio del discorso con il quale Gugliemo Epifani ha aperto i lavori della Direzione nazionale del Pd, a cui ha fatto seguito un minuto di silenzio in memoria della sindaca uccisa.Epifani è dunque passato a fare “il punto e il bilancio dell’azione del governo e dei rapporti con l’iniziativa del partito”. Per il segretario del Pd questi primi 90 giorni confermano che “non potevamo non seguire la strada che abbiamo seguito, in assenza di altre soluzioni e in assenza della giustezza della possibilità di tornare al voto. Questo era ed è, come abbiamo detto dal primo momento, un governo di servizio, non un governo di pacificazione” che significa “condivisione delle funzioni e dei compiti essenziali di governo” nella crisi più lunga mai attraversata.La seconda conferma, secondo Epifani, è che “tra i fattori positivi dell’azione di governo c’è la ricostruzione di una credibilità internazionale. Abbiamo usato questa credibilità per negoziare al meglio fino alle aperture che abbiamo potuto conseguire, in modo particolare sul tema del lavoro giovanile”.
“Naturalmente – ha aggiunto -, in questo c’è anche il giudizio sui primi provvedimenti del governo. Corretto partire dai rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga, come chiedevamo, la restituzione di una parte dei crediti che le aziende hanno nei confronti della pubblica amministrazione e,sia pure tra mille difficoltà, il decreto del fare. Ed è infine un governo – e non è questione da poco – che ha recuperato un rapporto corretto con il complesso delle rappresentanze sociali e con il complesso delle rappresentanze istituzionali”.

Per il segretario del Pd la terza conferma sono “le difficoltà con il Pdl e che nascono dal fatto che abbiamo differenze profonde. Di rifermenti sociali, di culture, di valori, di senso dello Stato”.

E facendo riferimento al degrado politico, Epifani ha ricordato le “insopportabili e volgari battute che il vicepresidente del Senato Calderoli ha usato, con un fare inammissibile, verso il nostro ministro Kyenge alla quale rinnoviamo la nostra solidarietà e la nostra stima”.

Quanto alle indicazioni per il congresso, Epifani ha affermato: “Anche se non mi spetta, la mia indicazione è di fare il congresso entro novembre”, convocando per il 14 settembre l’assemblea che proclamerà l’assise dei democratici.
“Serve una figura di segretario rivolta all’impegno prevalente del partito – ha aggiunto -. E’ l’indicazione di Epifani, che ha aggiunto come il congresso debba “partire dai livelli locali e procedere rapidamente”.

“Primarie aperte” per la scelta del candidato premier, ha indicato il segretario nazionale, mentre sulla platea che eleggerà il segretario del Pd decide la direzione e la commissione Congresso.

Venendo incontro alle richieste venute da vari interventi, e alla luce dei tanti iscritti a parlare e degli impegni parlamentari, la Direzione del Pd ha stabilito di aggiornare la riunione nei prossimi giorni.

Alla riunione dei democratici ha partecipato anche il presidente del Consiglio,Enrico Letta, che nel suo intervento, a proposito del Pd ha affermato: “Serve un segretario che faccia il segretario e che lavori a preparare un partito che quando ci saranno le nuove condizioni sia pronto a vincere”.

“Se siamo uniti non ci batte nessuno”, è stata l’esortazione del premier, che ha aggiunto: “noi siamo un partito, non il gruppo misto”.
“Ci vogliono doveri da parte di tutti – ha aggiunto -. Dobbiamo decidere insieme e poi percorrere quella strada”. Il premier ha poi detto di condividere “nel profondo” il ragionamento fatto in precedenza da Gianni Cuperlo, che nel suo intervento aveva parlato della “sulla necessità di un partito che discuta ma sia unito nelle decisioni”.

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Intervento integrale del segretario democratico, bozza non corretta

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