Pressing su Epifani per il congresso. Ma in direzione la data non ci sarà

Tonini, Parisi, Serracchiani, Vassallo, i “non allineati”: «Segretario, fissa le primarie». La direzione, però, si occuperà quasi esclusivamente del sostegno del Pd al governo Letta e convocherà l’assemblea nazionale

Inizierà alle 19 la riunione della direzione del Partito democratico, eccezionalmente convocata a Montecitorio e rigorosamente a porte chiuse, senza nemmeno la diretta streaming. La relazione, ovviamente, è affidata al segretario Guglielmo Epifani, mentre non è chiaro se il premier Enrico Letta e Matteo Renzi prenderanno la parola, anche se le previsioni propendono per il no.

Quel che sembra certo, invece, è che Epifani non indicherà stasera la data della celebrazione delle primarie per la scelta del suo successore, limitandosi a fissare l’assemblea nazionale (probabilmente per il 21 settembre) e a garantire la fine del percorso congressuale entro novembre. La direzione si occuperà invece soprattutto del sostegno del Pd al governo.

Se così sarà, rimarranno inascoltate le pressioni che si sono moltiplicate nelle ultime ore per avere già stasera la data delle primarie. Per Giorgio Tonini, in un articolo pubblicato stamattina su Europa, si tratta di rispettare un «principio di legalità». Il senatore dem chiama in causa anche i vicepresidenti dell’assemblea nazionale Marina Sereni e Ivan Scalfarotto, che gli hanno replicato su Twitter.

A invitare Epifani ad accelerare i tempi del congresso è anche Arturo Parisi, «per costruire un partito che sceglie» tra le due linee che emergono al suo interno: «Da una parte – dice l’ex ministro – continuare a governare con Berlusconi, dall’altra puntare al più presto ad una alternativa attraverso elezioni con una nuova legge elettorale». E conclude: «Sarebbe un peccato se la direzione si concludesse con un nuovo rinvio. Il paese non può attendere».

Sulla stessa linea anche Debora Serracchiani: «È arrivato il momento di mettere un punto sul congresso: è necessario convocarlo». Secondo la governatrice del Friuli-Venezia Giulia, che fa parte anche della segreteria nazionale del partito, «non possiamo permetterci ulteriori tensioni» e, per questo, «penso non si debbano cambiare in corsa le regole».

Hanno superato quota 5.100 intanto le sottoscrizioni dell’appello “Congresso Pd subito”promosso da Salvatore Vassallo. «Di fronte alla fragilità dell’equilibrio su cui si regge l’attuale governo e alla sua difficile navigazione – si legge nell’introduzione al testo – ogni rinvio del congresso, oltre che illegittimo, sarebbe da irresponsabili».

Nei giorni scorsi, sullo stesso tenore si era espresso anche il documento sottoscritto daGoffredo Bettini, Gianni Pittella, Laura Puppato e gli altri promotori di Un nuovo campo democratico (che chiedeva anche di fissare una road map verso il voto, dopo aver cambiato la legge elettorale). A questo, si è aggiunta ieri sera la nota dei parlamentari che si auto-definiscono “non allineati” (Alessandra Moretti, Sandra Zampa, Marianna Madia e altri). Anche loro chiedono di individuare «in maniera definitiva un percorso aperto, partecipato e con date certe per il congresso», per fare in modo che l’assemblea nazionale di settembre possa «concentrarsi sui problemi delle persone che sono e restano occupazione, lavoro, crescita ed equità sociale».

@rudyfc

 

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