PIOVONO PIETRE

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Venezia, largo alle mega navi Abbattiamo il Ponte di Rialto

 

(Alessandro Robecchi)

 

 

Diciamolo, ciò che succede a Venezia non può non indignare chiunque abbia anche solo un po’ di raziocinio e di sensibilità. Uno scandalo. Una sconcezza.

Contestare la libera circolazione di grandi navi piene di americani, giapponesi e tedeschi, tutta gente onesta che paga le tasse, con la sola scusa che lì c’è una vecchia città mezza allagata, è un atteggiamento antimoderno e antieconomico che condanna il nostro paese all’arretratezza.

Ma l’avete vista piazza San Marco? Avete visto quelle migliaia e migliaia di metri quadri liberi e sgombri mentre magari in altre zone c’è chi cerca freneticamente un parcheggio per la macchina senza trovarlo? Che spreco!

E, a proposito di lavori pubblici e grandi opere, cosa si aspetta a realizzare il tanto atteso raddoppio del Canal Grande, con conseguente abbattimento di quei fastidiosi ponti? O si vuol continuare a far fare il giro largo, passando dalla Giudecca, alle grandi navi che portano turisti e quindi benessere? 

Questo è un accorato grido di allarme, che non riguarda, beninteso, solo quella piccola città allagata del Veneto. Tanto per restare al Nord, guardate le Dolomiti. Migliaia e migliaia di turisti arrivano qui per vedere questa meraviglia e cosa trovano? Sentieri sterrati e in salita! E in certi prati delle malghe più alte – diciamolo anche se pare sconveniente – c’è puzza di merda di mucca! E in molti casi addirittura persistono boschi che ostruiscono la vista, che nascondono le cime! È così che aiutiamo il turismo? E scendendo a Sud la situazione peggiora ancora. Lasciamo stare il centro di Roma, per carità, che è pieno di ruderi , case mezzo crollate, con uno stadio inutilizzabile e obsoleto come il Colosseo, che tra l’altro costringe le auto a una pericolosa curva.

In Egitto, almeno, le piramidi le hanno fatte lontano dal centro! Ma pensate a Capri, per esempio.

POSSIBILE che uno non possa sdraiarsi comodo sulla spiaggetta perché ha davanti due sassi antiestetici che gli fanno ombra nelle ore migliori? Non è che chiamarli pomposamente “faraglioni” migliora la situazione: il turista paga per prendere il sole, rilassarsi, non per vedere due rocce immerse nell’acqua, che tra l’altro sono un pericolo per la navigazione.

Come vedete, il paese è arretrato. Colpa del suo immobilismo politico, dicono in molti. E in effetti è vero: continuare a conservare cose vecchie e impedire la realizzazione di tante belle costruzioni moderne è un segnale.

Il governo Berlusconi, almeno lo aveva capito e a L’Aquila aveva fatto del suo meglio: casette nuove!

Altro che rimettere in piedi case e palazzi di due o trecento anni fa!

E poi, come in ogni polemica che riguardi l’Italia, i suoi sprechi, i suoi schiaffi a una sana concorrenza liberista , c’è Pompei. Sì, Pompei, una città distrutta duemila anni fa che oggi occupa diverse centinaia di ettari meravigliosamente edificabili, fosse pure – se è una necessità bisogna affrontarla – abusivamente. Insomma, avrete capito, quella delle grandi navi a Venezia è soltanto la punta dell’iceberg: è tutto il paese che deve affrontare una volta per tutte la questione della modernità.

Mi diceva un turista tedesco che a Pisa ha girato tre ore per trovare un parcheggio… e poi c’era una piazza completamente libera con una torre storta.

Dico, capisco il timore che caschi sulle vetture posteggiate costringendo poi le assicurazioni a un salasso notevole, ma allora non si può abbatterla subito? Piccolezze, d’accordo, dettagli.

Ma non è anche da queste cose che si vede quanto un paese tiene al suo futuro?

Da Il Fatto Quotidiano del 14/08/2013.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/14/venezia-largo-alle-mega-navi-abbattiamo-ponte-di-rialto/684266/

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La soluzione di Casson che non piace al Pd

 

 L’EX PM: Bisogna affidare la gestione al Comune altrimenti succede come per il Mose: un consorzio con molte zone grigie e alto indice di criminalità 

Il Fatto Quotidiano, 13 agosto 2013, pagina 9

Sè vero che il decreto Passera-Clini dice che le navi dovranno rispettare il limite di 40mila tonnellate di stazza dopo che l’Autorità Portuale avrà “individuato soluzioni alternative e condivise al transito”, è anche vero che, nel frattempo, per metter fine allo scandaloso passaggio di questi colossi nel cuore della città la soluzione ci sarebbe. “Sancire un accordo bonario tra Autorità Portuale e Compagnie di Navigazione.

Li si convoca e gli si dice: cari signori, è ora di smetterla con questo scempio altrimenti inaspriamo i controlli sull’inquinamento, sulla sicurezza, ecc… Occorre solo una politica che governi e non si faccia governare dagli interessi privati”, spiega il senatore del Pd Felice Casson.

Parole chiare quelle dell’ex Pm, che all’indomani del passaggio ravvicinato a Riva dei Sette Martiri della “Carnival Sunshine” (oltre 102mila tonnellate di stazza, lunga 272 metri, larga 35 e alta 62), ha presentato un emendamento al decreto legge del “Fare” — indirizzato al Presidente della Commissione Cultura Andrea Marcucci per evitare che Autorità Portuale, il Magistrato alle Acque, la Capitaneria di Porto, la Regione e la Provincia continuino a rimbalzarsi le responsabilità trasferendo la competenza sul passaggio delle Grandi Navi al sindaco.

Ma il Governo ha dato parere contrario dicendo, in sintesi, “questa è competenza nostra”. Così come si è persa traccia del Disegno di Legge perla salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, sempre a firma Casson, per l’estromissione delle Grandi Navi, per l’apposito terminal croceristico dedicato e l’istituzione di un Consiglio Superiore capitanato dal sindaco e la realizzazione del Porto Off-shore. “Porto già finanziato dall’Europa, manca che il Governo si decida di fare il progetto esecutivo” continua Casson. “Nella scorsa legislatura è stato approvato in Commissione un Testo Unico pronto per il voto, bloccato dal Governo che non aveva presentato la copertura finanziaria.

Lo abbiamo ripresentato integrato con le osservazioni del Comitato No Grandi Navi ecc…, ma è fermo in Commissione Ambiente.

Bisogna estromettere gli Enti e affidare tutto al Comune che vuol dire privarli dei poteri. Un esempio è il Consorzio Venezia Nuova per la realizzazione del Mose, concessionario unico (abolito dall’Europa e salvato dal Governo Berlusconi) che produce zone grigie e un alto indice di criminalità nei soggetti interessati, in quanto in mancanza di effettivi controlli, vale anche per l’Autorità Portuale, tende a sovrapporsi all’Autorità pubblica. Il Magistrato alle Acque (Ufficio lagunare del Ministero), la Capitaneria e l’Autorità Portuale sono state ancelle non controllori. Ho chiesto ai Ministri Orlando, Lupi e a quello della Cultura: ma come fate ad affidarvi a soggetti che si sono sempre comportati come sottomessi?

Ci sono troppi interessi forti e contrastanti fra loro, a discapito del Bene Comune.

Stavano per nominare Magistrato alle Acque un signore implicato con Angelo Balducci nell’inchiesta sul G8″. Ma il Pd da che parte sta?

“C’è un consenso unanime nei circoli ma non a livello di vertici regionali, posizione incomprensibile, attendiamo l’evolversi dell’inchiesta”.

Ipotizza un loro coinvolgimento?

“No, ma so che quando non si prende posizione una ragione c’è sempre”.

Condivide la soluzione di Costa, scavamento del Canale Contorta-Sant’Angelo?

“E la peggiore possibile sconvolge l’equilibrio idrogeologico della laguna, avrà costi enormi e tempi biblici, se dovesse passare la combatteremo”. Intanto i mostri galleggianti continueranno ad oltraggiare San Marco per la gioia delle compagnie di navigazione.

 

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