Gianni Cuperlo: Governo in fase 2?

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Intervista a Gianni Cuperlo: Governo in fase 2? Da verificare. Io penso al dialogo con Sel, Landini, Rodotà…

 

 

Angela Mauro – Huffington Post, 4 ottobre 2013

“In un paese che non avesse smarrito il senso di se stesso, la tragedia di Lampedusa rimarrebbe scolpita nel calendario civile. Come il 2 agosto 1980 a Bologna, come il 16 marzo 1978 a Roma. Ecco: io penso che il 3 ottobre 2013, in un paese che avesse trattenuto il senso di se stesso, dovrebbe entrare a pieno titolo nel calendario civile della nazione”.

Come la bomba alla stazione di Bologna, come il rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Gianni Cuperlo scomoda le pietre miliari della storia del Belpaese per sottolineare la tragicità dei fatti di Lampedusa, “banco di prova immediato” per il governo Letta. “Bisogna aprire un corridoio umanitario nel Mediterraneo e poi sì: va superata la Bossi-Fini”, ci dice Cuperlo, candidato alla segreteria del Pd cui spetta l’onere (onore?) di salvare dall’estinzione l’eredità politica che viene dal Pci, minacciata da due dna di radice democristiana: Matteo Renzi alla segreteria ed Enrico Letta al governo. Lui non la vede così nera, sia chiaro. A sorpresa si dice “animato dall’ottimismo della ragione e della volontà, ho eliminato dal vocabolario la categoria del pessimismo”. Però non nasconde che sarà dura. A ‘deberlusconizzazione’ avviata, Cuperlo comunque si chiede se il governo “sarà capace” di agire “con più determinazione ed efficacia”. Come salvare la sinistra? Con un rapporto con Sel e movimenti e una strizzata d’occhio alla piazza convocata da Maurizio Landini e Stefano Rodotà per il 12 ottobre sui valori della Costituzione. La stessa piazza che Letta definisce “conservatrice”.

Partiamo dalla giunta. Via libera alla decadenza di Berlusconi. Giornata storica o no?
Io non do un peso particolare a questa giornata se non per lo sviluppo prevedibile delle tesi di partenza.  È un passaggio parlamentare che non andava caricato di significato diverso da quello che ha portato a decidere sulla base di un principio: la legge è uguale per tutti. In queste settimane noi non abbiamo mai pensato di volerci o poterci liberare di un avversario sfruttando le sue vicissitudini giudiziarie. Il problema è che parte del centrodestra ha respinto la sentenza ritenendola illegittima. Non funziona così in democrazia, l’appello alla sovranità popolare, il fatto che sei stato eletto non ti esenta dal rispetto della legge, semmai è il contrario.

La fiducia incassata da Letta il 2 ottobre ha messo sotto scacco Berlusconi e per questo è stata salutata con l’avvio della fase due del governo, promessa di navigazione più tranquilla.  È davvero così? Oppure nutre dubbi, come il segretario della Cgil Susanna Camusso?
Vedremo. Il 2 ottobre si è prodotto un fatto politicamente significativo, con implicazioni enormi e senza precedenti negli ultimi 19 anni. Nel campo del centrodestra si è prodotta una frattura dentro il nucleo originato dall’imprinting berlusconiano. Ora, questa frattura produrrà il nucleo di una nuova forza nel solco conservatore europeo di matrice repubblicana e costituzionale e riuscirà a liberarsi dallo stampo leaderistico che ha avuto finora? Altra domanda: sarà capace il governo di rafforzare la sua azione attraverso un’agenda di priorità su cui noi dobbiamo chiedere di agire con più determinazione ed efficacia? Ci sono banchi di prova immediati. Da Lampedusa al terreno più economico e sociale, con la necessità di recuperare il potere d’acquisto dei salari medio-bassi. E poi la legge elettorale: su questo, come Pd dovremo fare una battaglia di principio con respiro simbolico, penso a iniziative straordinarie di mobilitazione per correggere il Porcellum anche prima che la Consulta intervenga. E sulla legge elettorale, penso ad un’intesa più larga, al di là dei confini della maggioranza di governo: penso che dovremo discutere con Sel e Movimento 5 stelle.

Timori che dal governo partano spinte proporzionaliste?
Dobbiamo ridare la possibilità ai cittadini di scegliere gli eletti, magari attraverso i collegi, e fare una legge che garantisca la governabilità, senza il premio di maggioranza sciagurato contenuto nel Porcellum. Io penso che vada difesa la logica bipolare tra due grandi schieramenti di destra e sinistra e questo ci chiede anche di ripensare le forme di un centrosinistra largo che non può essere la somma di sigle e partiti.  È vero Sel è molto critica con il governo, ma dobbiamo tornare a discutere e confrontarci con loro. Non mi arrendo al divorzio definitivo e penso vada assolutamente instaurato un rapporto con i movimenti a favore della legalità, il mondo del volontariato e dell’associazionismo.

Significa che sarà in piazza per la Costituzione con Landini e Rodotà il 12 ottobre? Letta li ha definiti conservatori…
Io credo che sia un’iniziativa cui guardare con attenzione per qualità delle persone e contenuti. In piazza per ripartire dalla Costituzione, per applicarne i principi: impostazione giusta. Poi io penso che la seconda parte della Carta richieda una messa a punto, loro pongono un problema di affidabilità degli interlocutori (il Pdl, ndr.), ma per il resto ci siamo. Io quel giorno, sarò in Sicilia ma se faccio in tempo ci vado.

Credo che così abbia già risposto a quella che sarebbe stata la prossima domanda: come salvare la sinistra dall’estinzione, posto che sia compito alla portata degli esseri umani. Renzi però tenterà di muoversi sullo stesso terreno, quello socialdemocratico, lo ha dimostrato chiedendo l’abolizione della Bossi-Fini, per dire. Campo affollato dunque, mission ancora più impossibile.
Io farò una campagna congressuale non contro Renzi. Voglio raccontare l’idea che abbiamo noi del futuro del paese e sarebbe interessante entrare nel merito, anche se non penso ad un congresso programmatico, scriveremo il programma quando metteremo in campo un nuovo centrosinistra di governo. Ora dobbiamo pensare al modello di partito che vogliamo. Renzi lo vuole fondato sul ruolo degli amministratori e dei parlamentari, io penso che non ci serva schiacciarlo sulle istituzioni, ma penso ad un partito che riscopra i valori del radicamento, della partecipazione, della democrazia, rivoluzionato e non vecchio, che sia rete e che stia in rete, cosa che finora abbiamo sottovalutato da noi.

A proposito di rete, cosa pensa del suo fake su twitter, Gianni Kuperlo: fastidioso? 
No, simpatico. Gli ho anche parlato una volta. Gli ho detto: mi raccomando… Ricordo una volta, su una dichiarazioni di Epifani del tipo ‘attenti a non tirare la corda, può spezzarsi’, lui ha aggiunto ‘ci serve per impiccarci’…

Lei è stato l’ultimo segretario della Fgci, i giovani del Pci. Ora è avviato a fare la minoranza nel Pd. Tutto a posto?
Io stranamente mi sento animato da un ottimismo della ragione e della volontà, ho eliminato dal vocabolario la categoria del pessimismo dopo due mesi in giro per il paese a raccontare l’Italia e il partito. Penso che il congresso sia una grande opportunità, un’occasione con cui il popolo democratico possa recuperare le chiavi del suo destino. La sinistra è ampia, non viene solo dal Pci, Pds, Ds, è articolata e assume dentro di se grandi filiere di pensiero come quelle del cattolicesimo democratico, dell’ambientalismo, dell’area laica e socialista. Mi auguro che possa diventare patrimonio per il Pd, da proiettare per il futuro con ricette diverse dal passato. Ecco: sono attraversato da grande entusiasmo

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