L’anomala Provincia DEM

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Le candidature per il congresso a livello locale non rispecchiano gli schieramenti di quelle nazionali. Anzi, spesso sono autonome

Con Renzi, Civati, Cuperlo o Pittella? Non si divide secondo questo schema – o, almeno, non solo così – il Partito democratico a livello provinciale: dove le candidature presentate ieri per il congresso (la scadenza era fissata per le ore 20) portano ancora, ma solo in alcuni casi, le cicatrici  delle battaglie tra renziani e bersaniani, in altri invece rispondono a pure logiche territoriali, mentre succede anche che i supporter di candidati alla segreteria centrale convergano su un nome unitario, dando vite ad anomale alleanze.

Tra tutte le province, quella di Roma  è la più insolita. Nella Capitale, il candidato al momento più forte è quello presentato dall’area che fa capo a Goffredo Bettini, Lionello Cosentino. Che nella geografia delle candidature per la segreteria nazionale si staglia come un’isola a sé. Il nome su cui puntano i cuperliani è quello di Tommaso Giuntella,  che viene dal mondo cattolico di sinistra, e su cui si sono trovati d’accordo sia i giovani turchi di Orfini (che hanno lanciato la sua corsa) sia i dalemiani e i bersaniani. I supporter romani di Pippo Civati puntano invece su Lucia Zabatta, che ha possibilità nulle di vincere. Mentre il candidato dei renziani è stato tirato fuori dal cilindro all’ultimo minuto: è Tobia Zevi, una personalità sulla quale però – è questo il loro auspicio – si può trovare una convergenza con i cuperliani e con la quale si può pensare di erodere il consenso del gruppo bettiniano e dunque anche di batterlo. Ma è ancora tutto da vedere se questa alleanza ci sarà.

A Milano, invece, prima di arrivare alla decisione finale, c’è stato sino al termine un braccio di ferro tra i neo-renziani di Area dem (che candidano una di loro, Arianna Censi) e quelli della “prima ora”, che puntano su Pietro Bussolati, 30 anni, segretario del più popoloso circolo di Milano, 02 Pd, e che rappresenta la discontinuità rispetto al corso attuale del partito. Cuperlo e Civati, invece, appoggeranno il consigliere comunale David Gentili, mentre gli ex penatiani Arianna Cavicchioli.

Più strano, se vogliamo, è il caso di Bologna. Dove, nonostante il terremoto nel partito, tutto rimarrà come prima. Raffaele Donini, segretario provinciale uscente ed ex bersanianino, sarà il candidato unitario. I renziani, piuttosto deboli in città, –nonostante la regione sia ora tutta dalla loro parte – non hanno trovato un loro candidato. E Donini è stato abile a conquistarli puntando su Renzi, definito una «grande risorsa» del partito. Nel capoluogo emiliano, del resto, anche il sindaco Vittorio Merola (ex bersaniano) è oggi tra i principali sostenitori dell’ex rottamatore. E anche Cuperlo, che pure gode di un buon seguito in città, non è riuscito a trovare un proprio candidato. E così, anche Civati compreso, tutti hanno  ripiegato su Donini.

Più complessa la situazione a Torino. Dove si candida Fabrizio Morri, fassiniano ed ex senatore, il quale appoggerà Renzi alla segreteria nazionale. Mentre Matteo Franceschini Beghini, 31enne, si pone come l’outsider senza nessun riferimento nazionali, mirando a raggruppare sotto di sé tutte le anime del Pd, quale che sia la loro mozione nazionale di riferimento. Chi lo appoggia, insomma, voterà poi il proprio candidato di riferimento a livello nazionale, senza nessun vincolo. Mentre a sostegno di Cuperlo ci saranno ben due candidati alla segreteria provinciale: Alessandro Altamura e Aldo Corgiat.

Napoli si spacca in due, sui nomi del segretario uscente, Luigi (Gino) Cimmino, e Venanzio Carpentieri, sindaco di Melito. Il primo è sostenuto solo da una parte dei cuperlini, mentre la volta scorsa era stato votato quasi all’unanimità da tutto il partito. Il secondo ha invece il sostegno trasversale di tuti i renziani e di una gran parte dei cuperliani, e per questo è anche il favorito.

A Ravenna i cuperliani e una metà dei renziani hanno trovato un accordo sul nome di Michele De Pascale, ex responsabile dei comitati pro-Bersani alle ultime primarie e candidato favorito, il quale ha già annunciato che nel caso dovesse vincere affiderebbe l’incarico di coordinatrice della sua segreteria a Manuela Rontini, portavoce di una parte dei renziani. Mentre l’altra parte appoggia il giovane assessore Danilo Manfredi. Ha funzionato invece a Terni, come a Bologna, l’idea di una candidatura unica: quella di Carlo Emanuele Trappolino, cuperliano, affiancato dal renziano Fabio Narciso. Mentre a Perugia, dove si è lavorato alla stessa ipotesi sino all’ultimo, alla fine ci saranno tre candidati cuperliani (Valerio Marinelli, Antonello Chianella e il segretario uscente Dante Andrea Rossi) e un renziano, Mario Bocerani. Ancora una volta: senza rispecchiare gli schieramenti nazionali.

http://www.europaquotidiano.it/2013/10/12/lanomala-provincia-dem/#

 

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