Mogherini: “Il Pd dia forza alla famiglia dei progressisti europei”

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di Federica Mogherini,  pubblicato il 27 febbraio 2014
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“Nel 2009 il Pd ha costruito al Parlamento europeo il gruppo dei Socialisti e democratici, e all’ultimo congresso tutti i candidati alla segreteria nazionale hanno affermato che la strada naturale fosse quella dell’adesione al Pse”.
Così Federica Mogherini, neo ministro degli Esteri e responsabile Europa e Affari internazionali del Pd, ha aperto la Direzione del Pd con all’ordine del giorno i rapporti con il Pse, da poco denominato Partito dei Socialisti e Democratici, in vista del Congresso del Pse che si svolgerà a Roma sabato 1 marzo.

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“Il Pd non può non fare parte di nessun partito a livello europeo – ha aggiunto Mogherini-. In Europa va affermandosi una dinamica bipolare tra progressisti e conservatori, ed è nel Dna del Pd contribuire a rafforzare questa alternativa nelle politiche europee”.
“Con l’adesione del Pd al Pse potremo dire, insieme ai nostri compagni di strada, di avere un programma, un manifesto e un candidato comune alla guida della prossima Commissione europea. E quella della candidatura di Martin Schulz, in quanto tedesco, rappresenta una sfida e un’opportunità”.

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“L’Italia è uno dei grandi paesi europei – ha aggiunto -. Francia e Germania ci aspettano per cambiare le politiche di questa Europa. Per la quale il tema non è, allo stato, dare un giudizio sulle politiche che sono state perseguite, ma capire cosa si fa da oggi in poi”.
“Non è nelle corde del Pd, né di questo governo, mettere in discussione la capacità e la volontà del nostro Paese di rispettare i parametri che ci siamo dati, il punto è però che dobbiamo essere capaci di dire che c’è bisogno di più flessibilità. E potremo farlo quanto più riusciremo ad essere credibili. Dobbiamo chiudere la stagione dell’austerità e aprire la stagione degli investimenti e dei posti di lavoro”.

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“La settimana scorsa la presidenza del Pse ha deciso di cambiare nome in Partito dei Socialisti e Democratici. Una scelta che ha un doppio valore: innanzitutto il riconoscimento del legame stretto che deve esistere tra il partito europeo e il gruppo al Parlamento europeo. Ma c’è anche un valore che ci riguarda direttamente, e cioè quello del riconoscimento, e anche dell’entusiasmo, per il potenziale di innovazione e cambiamento che il Pd può portare anche a livello internazionale. Ed è questo il senso della scelta di Roma per il congresso del Pse”.

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“Abbiamo l’occasione storica di compiere un percorso e creare le premesse per essere incisivi nelle scelte di domani. Il nostro compito, il compito del Pd, è di dare forza alla famiglia dei progressisti europei”.

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Ambiente, PD: “Sui delitti ambientali le nuove norme sono una svolta epocale”

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pubblicato il 27 febbraio 2014
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“Con l’approvazione alla Camera della legge che eleva a delitti i reati ambientali – con l’inserimento nel Codice penale del disastro ambientale, dell’inquinamento ambientale, del traffico e abbandono del materiale di alta radioattività e dell’impedimento di controllo – il nostro Paese compie un nuovo e importante passo in avanti nella tutela del valore universale dell’ambiente e nella costruzione di un sistema di contrasto all’illegalità ambientale che premia di tutto le imprese che operano nel rispetto della legge.
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Siamo orgogliosi di avere scritto oggi questa pagina positiva, fortemente voluta dal Partito Democratico, insieme al lavoro del Ministro Orlando e al contributo costruttivo anche delle forze di opposizioni, nel percorso svolto in commissione e in aula.

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Nel primo giorno di lavoro del governo Renzi consegniamo al neo Ministro dell’Ambiente Galletti questo importante provvedimento, che dovrà ora essere accompagnato da uno sforzo altrettanto importante nella riduzione del peso della burocrazia e nel rafforzamento del sistema dei controlli ambientali per costruire una nuova stagione di sviluppo che metta finalmente l’ambiente al centro”. Lo ha detto Chiara Braga, responsabile Ambiente del Partito Democratico.

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Per Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, “è un risultato storico e atteso da tempo il via libera al testo unificato sui delitti ambientali arrivato oggi dalla Camera, un traguardo al quale lavoro da anni. Con questo importante provvedimento sul rafforzamento dell’azione penale in ambito ambientale, nato a partire da una proposta di legge di cui ero primo firmatario (Realacci A.C. 342) e dalle analoghe proposte dei colleghi Micillo (M5S – A.C. 957) e Pellegrino (Sel – A.C. 1814), si renderà più efficace il contrasto alle illegalità e alle ecomafie, adeguando finalmente il nostro codice penale ai sempre più diffusi reati contro l’ambiente e alla normativa europea in materia (direttiva n. 2008/99/CE). Crimini che, stando al rapporto Ecomafia di Legambiente, fruttano alla malavita organizzata circa 16,7 miliardi l’anno. Tra i punti qualificanti del testo unificato l’introduzione di nuovi reati a partire da quello di disastro ambientale. Introdotti anche i delitti di inquinamento ambientale, traffico di materiale radioattivo e impedimento di controllo, l’aggravante per chi commette reati ambientali in forma associativa e del ravvedimento operoso, le disposizioni per la confisca del profitto generato dal reato ambientale e l’obbligo al ripristino dei luoghi in caso di condanna o patteggiamento. Mi auguro che il testo unificato licenziato oggi dalla Camera venga approvato rapidamente dal Senato perché rappresenta un passo avanti importante nella lotta contro le ecomafie e le illegalità”.

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“Grande soddisfazione” per l’approvazione da parte della Camera della nuova legge sui reati ambientali è stata espressa da Alfredo Bazoli, relatore del provvedimento. Bazoli aggiunge che “le nuove norme, che introducono nel codice penale quattro nuovi reati – disastro e inquinamento ambientale, traffici di rifiuti ad alta radioattività e impedimento dei controlli – erano attese da 20 anni e garantiscono finalmente un sistema in grado di tutelare l’ambiente, contrastare l’illegalità e premiare le imprese che operano nel rispetto della legge”.

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“Le nuove norme sui delitti ambientali erano attese da tempo perché rappresentano una svolta epocale”. Così l’onorevole Alessandro Bratti nella dichiarazione di voto del Gruppo sul ddl approvato dalla Camera: “I nuovi quattro reati introdotti nel codice penale – disastro ambientale, inquinamento ambientale, rifiuti ad alta radioattività e impedimento dei controlli – introducono una riforma di civiltà. Ora è necessario – aggiunge – che il parlamento dia il via libera velocemente anche ad una legge collegata, cioè quella sulla revisione delle agenzie ambientali perché in questo modo si potranno davvero sostenere le imprese migliori e di qualità e al contempo si potrà davvero evitare che lo Stato sia derubato dall’economia nera che oggi affligge il nostro Paese”.