RISERVA SCIOLTA, CASSON SI CANDIDA ALLE PRIMARIE

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VENEZIA – Elezioni comunali di Venezia. Felice Casson ha sciolto le riserve, si candida alle primarie di coalizione per la corsa alla poltrona di sindaco del capoluogo lagunare. Serve, ha detto, una classe politica nuova e pulita.

«Si riparte dalle macerie, dalla situazione disastrosa in cui sono state lasciate Venezia e Mestre dopo le recenti non-decisioni in campo politico e amministrativo». Felice Casson, candidato alle primarie del centrosinistra che porteranno alla scelta del candidato sindaco per Venezia, nel corso della conferenza stampa tenutasi al centro Candiandi Mestre non ha usato mezzi termini, mettendo subito in chiaro come Venezia e la terraferma siano malati gravi per i quali serve una terapia d’urto in campo politico e sociale.

«Mi candido perché stiamo soffrendo un’assenza politica fortissima, nell’amministrazione comunale di Venezia, di un consiglio comunale – ha spiegato Casson – una situazione che, unita alla politica dei tagli praticata finora non ha portato altro se non insicurezza e diminuzione dei servizi sociali a disposizione. Per questo è venuto il momento di sciogliere tutte le riserve, di uscire dal sottobosco della vecchia politica, dei partiti, delle coalizioni e delle correnti».

Se verrà eletto a sindaco, Casson ritiene fondamentale l’approccio nell’affrontare la «ricostruzione» di Venezia e della terraferma: «Occorrerà avere da subito un metodo di lavoro che garantisca trasparenza,moralità affidabilità e dedizione. E soprattutto bisognerà saper dimostrare di amare Venezia per dare un messaggio di speranza e di rinascita ai lavoratori, alle fasce più deboli, ai dipendenti e alle imprese che credono fermamente nelle regole e a coloro che vogliono tornare ad abitare nella nostra città. Bisogna uscire dalle nebbie dell’ambiguità: Venezia non è solo la città antica e la sua laguna, Venezia è anche Mestre, Marghera, le isole. Venezia è formata da tutte le persone che ci abitano e la vivono».

Il senatore ha anticipato alcune delle linee guida del suo programma qualora venisse eletto a sindaco: «Punterò molto sul ripristino della sicurezza, tema molto sentito in particolare in Terraferma e per il quale bisognerà confrontarsi con il prefetto per imporre soluzioni. Quindi lesocietà partecipate andranno ridotte e razionalizzate, modificate nella struttura: per fare ciò servono forza e credibilità. In materia d’ambiente occorre una credibilità assoluta per proporre idee forti, molto forti, le uniche a funzionare. Andranno poi sciolti tutti quei nodi che hanno bloccato la Legge Speciale per Venezia».

Casson si è rivolto con estrema forza ai cittadini, perché nei suoi programmi il loro appoggio sarà fondamentale: «La complessità veneziana richiede la partecipazione e le idee di tutti, sia di chi la governerà, e lo faranno solo i più meritevoli, sia delle persone. Diciamo no, infatti, all’ordinaria amministrazione. Perché c’è bisogno di scelte lungimiranti, con una giunta e un consiglio comunale che siano il più possibile forti e trasparenti. Chi farà parte della mia squadra dovrà lavorare a tempo pieno con dedizione assoluta. Bisognerà fare politica in maniera diversa fin dal primo giorno».

A chi gli chiede della necessità delle primarie, Casson risponde senza ombra di dubbio: «Le primarie non erano un passaggio scontato, io ci credo fortemente, si faranno. E saranno primarie di coalizione, aperte a tutto il centrosinistra e alla città. Il PD non si può chiudere in se stesso dopo i fatti accaduti a Venezia. Da parte nostra abbiamo aspettato che lo stesso PD presentasse il suo programma elettorale;sono state sentite le categorie e le associazioni che vivono e operano sul territorio, per avere un programma già forte in partenza, integrabile dal lavoro comune della coalizione, dei candidati, dei cittadini. Noi abbiamo rispettato i tempi che ci eravamo ripromessi per l’annuncio di candidatura. Ora tutti devono uscire allo scoperto».

Per quanto riguarda i costi della campagna elettorale, anche quiCasson punta alla trasparenza e all’assenza di fronzoli: «I nostri finanziamenti, indispensabili, saranno trasparenti e tenderanno al minimo. La tendenza per le primarie sarà ‘spese zero’».

Il senatore ha infine ribadito che la sua discesa in campo è dettata anche e soprattutto dal non riuscire a soffrire le condizioni critiche in cui è stata condotta la sua città: «A giugno – ha spiegato – furono pochissimi quelli che dissero che la città non avrebbe potuto sopportare a lungo un commissario governativo. Da quel momento si sono manifestate spinte di vario genere per sopraffare Venezia e la terraferma e mortificare l’interesse pubblico della collettività. Venezia è il mondo e attira mire anche criminali. Dico no, quindi, alle ‘Mani sulla città’».



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