Regolamento del tesseramento

Tesseramento Nazionale Online – Partito Democratico

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Regolamento del tesseramento

Approvato dalla Direzione Nazionale del 15 luglio 2008

pubblicato il 16 luglio 2008

1. L’iscrizione al Partito è il presupposto all’esercizio dei diritti e dei doveri previsti dallo Statuto all’art. 2 comma 1, 2, 5, e 7.

2. L’iscrizione è individuale. Al momento dell’iscrizione si autorizza il trattamento dei dati personali secondo quanto previsto dal Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 in materia di protezione dei dati personali.

3. Ogni anno la Direzione nazionale su proposta del Tesoriere nazionale, sentita la Conferenza dei Segretari regionali, stabilisce la quota per l’iscrizione al Partito. Eventuali quote aggiuntive decise a livello regionale, non pregiudicano i diritti dell’iscritto.

4. Il dipartimento organizzazione del partito promuove ogni anno la campagna di iscrizione assicurando adeguata pubblicità.

5. Ogni persona in possesso dei requisiti previsti dallo Statuto nazionale può iscriversi presso il circolo territoriale, d’ambiente o on-line secondo quanto previsto dallo Statuto.

6. Possono aderire ad un circolo territoriale coloro che risiedono nella porzione territoriale di competenza del circolo stesso. Possono aderire ad un circolo d’ambiente di lavoro o di studio, coloro i quali operano nell’azienda, ente o università presso cui si è costituito il circolo.

7. Presso ogni coordinamento provinciale/territoriale e regionale è costituito un ufficio adesioni, nominato dall’organismo di garanzia del corrispondente livello organizzativo con il metodo del voto limitato. L’ufficio adesioni redige l’anagrafe degli iscritti.

8. L’iscrizione avviene presso la sede del circolo mediante la sottoscrizione e il ritiro della tessera. Ogni circolo predispone un calendario per l’iscrizione al partito assicurando adeguata e preventiva pubblicità a luogo e tempi di consegna. Responsabile è il coordinatore del circolo. Presso ogni circolo e’ costituito un ufficio adesioni nominato dal coordinamento del circolo con voto limitato a 2/3, che affianca il coordinatore del circolo per queste funzioni e nella consegna delle tessere. Allorquando, sulla base dello Statuto e del Codice etico, il Coordinamento del circolo ritenga che non vi siano i presupposti per il rilascio della tessera, è tenuto a comunicare all’ufficio provinciale/territoriale le generalità e le motivazioni dell’avvenuto rifiuto, contemporaneamente alla comunicazione mensile degli iscritti. Ogni Coordinamento regionale, con proprio regolamento, di concerto con il dipartimento nazionale dell’organizzazione, può ulteriormente disciplinare le modalità di ritiro della tessera.

9. Unicamente in caso di comprovata impossibilità nel ritiro della tessera presso il circolo, il ritiro della tessera può avvenire presso l’ufficio adesioni del coordinamento provinciale/territoriale, che immediatamente informerà il Circolo dell’avvenuta iscrizione.

10. L’ufficio adesioni di ogni coordinamento provinciale/territoriale garantisce l’applicazione del presente regolamento e cura la costituzione dell’anagrafe degli iscritti acquisendo mensilmente l’elenco aggiornato degli iscritti di ogni circolo, e trasmetterà agli uffici regionale e nazionale l’andamento numerico del tesseramento. Al termine di ogni anno l’ufficio adesioni di ogni coordinamento provinciale/territoriale trasmette all’ufficio adesioni regionale l’elenco degli iscritti. In caso di convocazione del congresso nazionale, regionale o di altro livello, si redige l’elenco degli iscritti aventi diritto al voto secondo le norme dello Statuto e dei regolamenti per la celebrazione dei congressi suddetti.

11. L’anagrafe redatta dall’ufficio adesioni è certificata dall’organismo provinciale di garanzia che lo ratifica con il voto della maggioranza dei 2/3 dei componenti. L’anagrafe così certificata viene trasmessa all’ufficio adesioni regionale e nazionale. Qualora l’ufficio provinciale non approvi come precedentemente stabilito l’anagrafe sarà compito dell’ufficio regionale ratificarla con la stessa maggioranza.

12. L’ufficio nazionale adesioni procede alla verifica delle anagrafi regionali. Ai fini del calcolo della platea congressuale nazionale faranno parte soltanto gli iscritti che nell’anagrafe sono stati inseriti con i seguenti minimi requisiti: Nome, Cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di domicilio o residenza, numero di telefono.

13. In caso di accertati elementi di irregolarità, incompletezza o anomalie dell’anagrafe il dipartimento nazionale dell’organizzazione disporrà una verifica, e laddove lo si riterrà necessario, provvederà alla nomina di commissari ad acta per la redazione delle anagrafi delle singole articolazioni territoriali del partito o di parti di esse.

14. Per gli eletti nelle istituzioni presupposto al rilascio della tessera è l’avvenuto adempimento degli obblighi di contribuzione al partito previsti dai regolamenti finanziari dei diversi livelli.

15. Non è consentito il rilascio della tessera a persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altre formazioni politiche all’interno di organi istituzionali elettivi, ai sensi dell’art. 2 comma 8 dello Statuto.

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È tempo di rimettersi in cammino come comunità

Il segretario Matteo Renzi apre l’Assemblea nazionale del PD del 18 dicembre 2016: “Invito tutti a chiedere la tessera del PD per portare entusiasmo al partito e al Congresso che faremo a scadenza statutaria”

L’Assemblea nazionale del PD ha approvato con 481 voti a favore, 2 astenuti e 10 contrari, la relazione del segretario Matteo Renzi.

 

Con 481 voti favorevoli, 10 contrari e 2 astenuti l’assemblea@pdnetwork approva la relazione del segretario @matteorenzi

 

“Si chiude il 2016, che per certi versi è stato un anno straordinario per gli eventi internazionali: l’elezione di Trump, segnerà la storia dei prossimi anni, ha vinto la Brexit, poi abbiamo perso il referendum, ho perso, e anche questo ha segnato il dibattito europeo”. Così il segretario  Matteo Renzi, aprendo l’Assemblea nazionale del Partito democratico.

 

“Non abbiamo perso, abbiamo straperso. Punto”, ha aggiunto Renzi riferendosi alla sconfitta al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre.

“Il fatto che si sia detto un no molto forte al referendum non impedisce la possibilità di fare le riforme in futuro. Sono passati 15 giorni, aspetteremo gli altri 5 mesi per vedere se chi ha promesso una riforma in 6 mesi la farà”.

 

Proseguendo l’analisi del voto referendario: “Abbiamo perso nelle periferie. Non iniziamo con il disagio sociale perché sono trent’anni che questa classe politica fa gli stessi discorsi sulle periferie e ci si ricordi delle percentuali che venivano prese quando si prendeva la metà dei voti che si prende ora, “e nelle periferie c’è anche il ceto medio. Non si tratta di ricchi o poveri.

E’ una parte del Paese più a rischio di populismo. Non è un problema di casta ma l’assenza di un senso di comunità .

E’ la linea che nelle periferie, tenute molto meglio di tante altre periferie europee, il senso di una comunità che si sfalda ha creato disaffezione e distanza rispetto alla politica tradizionale”, ha aggiunto Renzi.

 

“Se i 19 milioni di no sono un voto politico, non è che gli altri 13 milioni di sì sono solo quelli dei giovani costituzionalisti appassionati dell’abolizione del Cnel. Quei voti sono l’unica speranza per il Paese” .

 

 

“Noi abbiamo perso sul web, abbiamo totalmente lasciato la parte web nelle mani di chi è in queste ore è sotto gli occhi della comunità internazionale a cominciare dal New York Times per essere diffusore di falsità. Questo è un tema cruciale. Potremmo proporre a M5s la stessa cosa che un candidato democratico disse ai repubblicani: voi la smettete di dire le bugie sul vostro conto e noi la smettiamo di dire la verità sul vostro”.

 

“Abbiamo perso al Sud: il nostro approccio non è stato disinteresse ma abbiamo pensato fosse sufficiente una politica di investimenti senza pensare a un coinvolgimento vero. Ci siamo stati ma abbiamo avuto un approccio troppo centrato sul notabilato e non sulle forze vive della comunità del Sud”. “Aver messo tutte quelle risorse senza essere riusciti a coinvolgere nel modo giusto le persone è stato un errore. Il Cipe ci fa ricostruire una strada, il Ponte una speranza”.

 

“Il punto vero è che la nostra efficienza è stata minore della nostra empatia. Abbiamo fatto bene le slide, ma non abbiamo ascoltato il dolore di chi non ce la faceva. Non sono le perle che fanno la collana, ma il filo. E noi non siamo riusciti a raccontare qual era questo filo”.

 

“Tra il voto delle istituzioni e il voto del popolo non poteva che prevalere il voto del popolo e la ripartenza deve essere molto seria e che faccia tesoro di quanto accaduto”.

 

“Non è facile lasciare, gli scatoloni li ho fatti di notte per non farmi vedere ma quando sono uscito da Palazzo Chigi e i colleghi stavano entrando per il consiglio dei Ministri io ho pensato ai miei figli e ho detto: quello che dovevo fare ho cercato di farlo ma la sconfitta fa parte del gioco della politica. Non si può stare in una comunità in cui si dice abbiamo non vinto, quando si perde si riparte dalla sconfitta e non si cerca la rivincita si cerca di imparare.

 

Il leader non si mette al riparo dal vento e offre uno dei suoi come capro espiatorio, il leader dice ‘ho perso’ e vediamo come ripartire. Senza andare a inseguire ritorsioni, vendette e rivendicazioni”.

 

Parlando del Congresso ha ribadito: “Rispetteremo le scadenze statutarie sul Congresso e non faremo rese dei conti. I nostri figli dovranno sapere che staranno in un Paese meno roso dal rancore. I circoli tornino a discutere di ciò che serve all’Italia”.

 

Renzi ha lanciato i prossimi appuntamenti del Partito democratico: “Il 21 dicembre ci troveremo a Roma per riunire il gruppo dei territori con i segretari regionali e provinciali, il 22 gennaio ci sarà una mobilitazione totale di tutti i circoli, il 28 gennaio facciamo il punto, il 24 febbraio tracceremo il percorso di quanto la sinistra deve fare per vedere un’Europa futura non di tecnocrati”.

 

Sulla riforma della legge elettorale ha sottolineato: “Vogliamo giocare l’ultima possibilità di avere un sistema maggioritario o scivoliamo verso il proporzionale? Io vi propongo di andare a guardare le carte in modo esplicito sull’unica proposta che può essere realizzata in tempi brevi: è la proposta che porta il nome del presidente Sergio Mattarella. Io dico andiamo a vedere. Il PD c’è. Lo chiedo a questa Assemblea.

 

In questo momento chi ha paura di votare sono gli altri. Dicono che si deve andare a votare ma ne hanno una paura matta.

Nessuno di noi può permettersi di lasciare agli altri un Paese che ha bisogno di noi. Nessuno può dire agli altri ‘vattene, o scendo qui’. Ti puoi dimettere da premier, non da cittadino”.

 

Il segretario ha concluso il suo intervento citando Neruda: “‘Potranno tagliare tutti i fiori ma non taglieranno la primavera’, viva il PD, viva l’Italia”.